LA CLEMENTINA SNACK di Francesco Rizzo

Packaging alla frutta nei distributori automatici: ecco come rinasce la clementina di Calabria.

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Si chiamano clementine, ma si leggono clementime: è il tempo delle clementine, sia per magiare a merenda, che per risollevarle da anni di torpore in cui il mercato delle note clementine di Calabria è scivolato. Una idea giovane, nata durante una cena da due amici di basket. E' presto fatto, pronto il packaging, pronto il progetto.
Apri il distributore e trovi un albero, mangi la frutta immediatamente dopo il raccolto.
Fresca perché quella confezione che contiene due frutti è pensata per refrigerarla al meglio e tenere lontana l'umidità.
Fresca perché in una notte, le clementine sono dalla piana di Sibari a Bolzano, in tutti i distributori presenti, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle palestre. E se i ragazzi ne vanno matti, le mamme non vedono l'ora di dare queste merendine fresche ai propri bambini. Ecco lo snack di frutta che oltre a fare bene alla salute, ha l'ambizione di risollevare le sorti di un intero territorio agricolo. "Vogliamo - spiegano Francesco Rizzo, amministratore e Antonio Braico, direttore commerciale di Clementime - che i nostri agricoltori non svendano più le uniche vere clementine italiane, che sono solo qui. Come è accaduto altrove per altri frutti come la mela ad esempio, così deve accadere in Calabria. Stiamo lavorando a un marchio e a un marketing, che rendano distinguibili ovunque le nostre clementine".

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