LA SETA CONTADINA DAL BACO ALL’ATELIER di Domenico Vivino

L’antica strada della seta porta in Calabria: giovanissimi la riscoprono e il baco torna a riprodursi.

Share on Google+0Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0
Nido_21

Si dice innovazione insieme a tradizione e qui i giovani, tutti meno di trent'anni, per costruire il loro futuro hanno affondato le radici in una storia di oltre 1300 anni. Hanno recuperato degli antichi gelseti e li hanno messi in coltura, per favorire la nutrizione del baco. Catanzaro è stata la capitale europea della seta nel 700. Oggi la seta diventa gioiello, sposando le piccole gemme della ceramica di Squillace. E poi un museo storico, in un castello del 1400, in un paese, San Floro, vicino Catanzaro, che conta 600 anime, ma ora, anche grazie alla seta, attira fino a 3500 turisti, in soli 6 mesi.

E' un turismo esperenziale, tra i gelsi e la lavorazione dei bachi da seta, tra gli anfratti di questo suggestivo borgo e le storie dei vecchi abitanti. Il gelso è l'unico nutrimento del baco e, in Italia, questo di San Floro, rappresenta uno dei rari perimetri in cui il baco è riuscito a riprodursi e ad essere fruttuoso. Se le foglie le mangia il baco, i frutti vengono venduti freschi o trasformati in confetture extra e liquori rigorosamente affidati alla vendita diretta. Il graffito della ceramica di Squillace, si lascia impreziosire dalla seta e oltre a finire nel museo, raggiunge appassionati di tutto il mondo grazie al web.
Il più anziano di questo gruppo di giovani imprenditori agricoli, non ha compiuto 30 anni, ma a tutti è chiaro che il futuro, viene dal passato.

Share on Google+0Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0

Fotogallery