Cons. Agr. Forlì-Cesena-Rimini – Filippo Tramonti (FC)

Ghigi: l'agricoltura mette le mani in pasta

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E chi l'avrebbe detto che bisognava ritornare al grano per trovare la chiave di volta di una agricoltura che voleva continuare ad essere protagonista? Bene, non c'è crisi che arresta il valore profondo di una tradizione che vuole scommettere sulla qualità. Gli imprenditori agricoli ci hanno creduto ed hanno preso in mano l'intera filiera. Oggi è un consorzio che si riconosce nella punta di diamante della pasta Ghigi. Così si risolleva un progetto ed un indotto che rappresenta il sesto produttore nazionale con 500 mila quintali di pasta italiana, rigorosamente ogm free. In tutto fanno 25 milioni di investimenti senza un solo euro di finanziamento, per un miracolo interamente compiuto dall'impresa agricola. L'Italia e la storia in un piatto di grano. Quella storia che qualcuno riconosce in «un piatto di grano» oggi ha un futuro ed un concreto piano di sviluppo. Tutto ebbe inizio nel 1870, con lo storico pastificio Ghigi, quindi una nobile avventura cerealicola che col tempo incassò le sorti di un mercato agricolo soffocato e minacciato, dove il carico della crisi si riversa quasi per intero sulle spalle degli agricoltori. C'era da risollevare le sorti di una realtà agricola che aveva tutti i presupposti per continuare a scommettere. Si riparte da quell'antico pastificio che viene rilevato e rilanciato. Qui si apre e qui si chiude il cerchio di una filiera agricola italiana i cui ingranaggi sono completamente affidati alle sapienti mani delle imprese agricole marchigiane, romagnole e toscane, in un sistema virtuoso di relazioni e laboriosità che oggi prefigura grandi margini di crescita e di successo.

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