Giacomo Masia

Si rivoluziona il petrolchimico di Porto Torres. Il futuro è green: lo garantisce l'agricoltura e la riscoperta del cardo

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Abbandono di terreni marginali, risparmio idrico, futuro economico in nome del rispetto dell'ambiente. Quando si ripensa al futuro di un territorio attraversato dalla crisi economica e da quella industriale non si può che bussare alla porta dell'agricoltura innovativa. Così accade che si ridisegna completamente un progetto industriale storico, quello del petrolchimico che viene reinventato per fare invidia al mondo.

Si chiama chimica verde e nasce attraverso la joint venture tra Versalis e Novamont. Il fulcro è il petrolchimico di Porto Torres dentro il quale sarà iniettato biocombustibile. A produrlo ci penseranno giovani imprese agricole come quella di Giacomo Masia che, insieme a Coldiretti, scommettono sul più grande polo di chimica verde d'Europa. Giacomo ne è pioniere e titolare del progetto sperimentale. Produce il cardo, in quei terreni considerati marginali.

La strategia è quella di produrre biocombustibile che vale a rigenerare i terreni ma a bassa manutenzione. Infatti il cardo può essere seminato in appezzamenti non irrigui determinando un risparmio assoluto di acqua e l'assenza di inquinanti. Questa piantagione si regge esclusivamente con la pioggia e si adatta perfettamente al clima di Sardegna.

L'obietivo è la produzione di olio e biomasse per uso industriale che si traducono in bioplastiche, biolubrificanti e bioadditivi, attraverso una filiera di territorio. Qui l'agricoltura ha accolto favorevolmente gli imput del mondo del consumo consapevole e intelligente. Ritorna la vita nei terreni e il futuro tende la mano all'impresa.

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