Giuseppe Caradonna Lacrime di bacco

Polvere d'oro 23 carati, saperi e Sicilia nella gelatina di vino: quando il gusto è sopraffino scorrono 'Lacrime di Bacco'

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C'è storia in azienda e sapienza tra i vitigni del noto marchio Caradonna. E c'è il tepore di Sicilia tra le colline di Salemi e di Mazara del Vallo. Viene da perdere l'orientamento tra i 75 ettari coltivati a viti e tra i profumi e i colori dei grappoli di Nero d'Avola e del Catarratto, del Grillo  e del Cabernet, della Malvasia e del Merlot, o ancora dello Chardonnay, del Grecanico e dell'Inzolia. Ma sarà uno soltanto tra questi a riposizionare l'intera azienda sulla scena delle eccellenze del gusto.

E' il Cabernet vendemmia tardiva che, dopo la raccolta dei grappoli, il riposo nei cesti, l'appassimento dei chicchi, dopo una pressatura soffice e accurata vinificazione, diventa una gelatina straordinaria, preziosa quanto l'oro. Già l'oro a nobilitare il barattolo combinandosi con l'antico frutto degli dei. In polvere, nei suoi 23 carati, si tuffa nella gelatina e impreziosisce i piatti, al fianco dei più prestigiosi formaggi e delle più rinomate carni.

L'idea nasce tra Giuseppe Caradonna e Orazio Leonforte. Il primo a garantire la materia prima, il secondo, le sue possibili combinazioni e trasformazioni quelle che si ascrivono al marchio 'I Sughi del Principe'. A completare il cerchio che parte dall'intuizione e tramonta nella creazione ci penseranno le mani e il palato di Turi Leonardi, che trasforma l'oro e il vino in una alchimia da chef stellato. Ed eccola l'inimitabile gelatina Lacrime di Bacco, quando lusso fa rima con gusto e, lo sfizio, è a portata di tutti.

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