BIOCOSMETICA ANTISPRECO di Roberto Cerami

Alle creme per il corpo, maschere e saponi ci pensa il contadino. Il segreto? Gli scarti dell’orto.

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Autenticità toscana nel campo di Roberto. Da qui le verdure arrivano alle case dei vicini, ai ristoranti della zona, vengono consegnate porta a porta anche a chi vive più distante. Poi finiscono nelle pumarole le preziose passate biologiche, o nei sughi pronti, al capriolo, alla lepre, al cinghiale. Insomma qui si respira la Toscana profonda, negli odori e nelle abitudini di un tempo. Ma quello che non finisce in tavola non è più uno scarto dell’azienda.

La ricerca ha bussato alla porta di Roberto, proprio come i lavoratori di trasformazione delle sue verdure. Ma questa volta si fa molto sul serio. Il progetto è stato realizzato insieme all’Università di Caserta a cui sono stati affidati gli scarti di questo orto, insomma le verdure non vendute. Seguendo le tabelle ufficiali della farmacopea ne sono nate creme per il corpo, maschere facciali, saponi, tutti prodotti non citotossici e rigorosamente biologici. Dagli spettri Nmr, invece, è stato evidenziato che le zucchine di Roberto ed Elvira (la biologa che dalla fattoria collabora con l’Università) c’è un’alta concentrazione di fenoli, sicuramente più alta della media. Insomma la crema per il corpo del contadino promette nuovi sviluppi. La materia prima, ovvero gli scarti di agricoltura, viene combinata soltanto con prodotti naturali come olio di lavanda, che ha una funzione antibatterica e cicratizzante, o ancora con yogurt bianco, amido di riso e cetrioli per realizzare le maschere per il viso, mentre per i saponi l’unica combinazione è resti di verdure con olio d’oliva. Insomma dagli scarti dell’orto le creme biologiche, maschere e saponi: c’è bellezza in quel che buttiamo.

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