SPO – Società Pesciatina di Orticoltura

Coi: non c'è più artificio nella certificazione dell'extravergine e la vita della pianta finisce in un'app con 'I Olive'

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Pietro, della pianta d'olivo conosce vita, storia e anche i miracoli. Dario invece i miracoli li fa con le invenzioni e la tecnologia. Se è vero che 'Dio li fa e poi li accoppia', ecco come si garantisce futuro a una azienda e a una tradizione.

Tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall'olivo madre all'ultimo olio che quel ramoscello - diventato pianta - produrrà, 'Spo' lo certifica in una banca dati che finisce nelle disponibilità  di tutti gli appartenenti al circuito dell'extravergine toscano e nelle etichette dei suoi clienti, attraverso codici 'Qr'.

Questi due futuristi dell'agricoltura hanno realizzato anche il metodo Coi, che ruota attorno al mondo di 'I Olive'. Insomma la vera lotta alla contraffazione dell'extravergine. Se fino ad oggi poteva bastare avere qualche assaggiatore certificato sospettoso di essere troppo amico dell'azienda così da favorire qualche produttore a danno di altri e dei consumatori, ecco il sistema rivoluzionario che trafigge l'artificio. Una giuria di assaggiatori certificati, che agiscono da diverse parti del mondo, riceveranno il campioncino dell'olio, senza sapere neppure da chi sia stato prodotto, e lo valuteranno attraverso i sistemi scientifici del sistema 'Coi'.

Ecco come diventa credibile la valutazione su cosa realmente sia e cosa no extravergine. «L'Italia smetta di affidarsi agli spagnoli. Il futuro del nostro extravergine è nella mani del giovane talento italiano».

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