Az. Agr. Pravis – Erika Pedrini (TN)

Lei gira il mondo ma il suo vino la riporta a casa…Ora è lui ad attraversare i continenti

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Siamo nel cuore della Valle dei Laghi, a nord di Riva del Garda in Trentino, e qui prende vita una storia che affonda le radici nell'impero Austro Ungarico. Da qui parte Erika per i suoi studi e per la curiosità di conoscere cosa si nasconde dietro quegli alti monti che dividono la sua terra dall'Europa. Ma dentro di se una missione ancora più grande diventa incontenibile, fino al punto di rispedirla in mezzo a quelle vallate e a quei vigneti che necessitano della sua cura. Prende in mano l'azienda storica di famiglia, innesta prima nel terreno, poi nei calici, quelli che erano i vini dell'imperatore, dal Negrara al Franconia al Groppello. Se i suoi piedi si impiantano tra le viti, la sua mente viaggia lontano, alla ricerca di nuovi mercati dall'est all'ovest del pianeta. E quando i suoi piedi però la portano lontano, è la sua testa a rimanere in cantina, come una dislocazione costante tra la capacità di fare impresa e la passione che vive chi vuole essere protagonista di una nobile storia. Non sono soltanto i vitigni a subire una trasformazione, tantomeno le etichette e le bottiglie, l'intero ecosistema si trasforma grazie al dinamismo di una giovane donna che ama definirsi imprenditrice agricola. Scorre buon vino nelle vene di un'impresa "sempreverde". Così la cantina viene rivisitata e, grazie ad un "progetto verticale", viene scomposta su tre livelli, cosicché i passaggi del vino possano avvenire per caduta e non attraverso pompe idrauliche, con il risultato dell'ottimizzazione delle risorse, del rispetto dell'ambiente e del notevole risparmio di energia. Queste bottiglie oggi sono nelle cantine del Giappone, dell'Inghilterra, della Germania e di tantissimi altri Paesi del mondo. Messe insieme fanno il 60% della produzione dell'azienda Pavris, che accarezza i palati d'Oltralpe. L'azienda produce 200 mila bottiglie l'anno, divise in differenti vini, ognuna delle quali è accarezzata dalle mani di questa giovane imprenditrice che non vuole delegare neppure il gesto dell'ultimo inscatolamento prima della dipartita.

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