GLI AGRICOLTORI CUSTODI E IL RITORNO DELL’OLEITO D’IPERICO – Cooperativa sociale agricola Terre Altre

In agricoltura, si recuperano persone e antiche colture: magie della natura tra oleoliti e resine di larice.

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C’è il desiderio di recuperare persone svantaggiate fidandosi delle capacità terapeutiche della natura e della forza solidale di una impresa altra. C’è il desiderio di recuperare dall’oblio le antiche culture che hanno fatto del Trentino, una terra unica. Ed ecco che il sogno si realizza. Si parte dai giovani che però incontrano gli anziani del posto, per farsi indicare cosa si coltivava qui negli anni 50 e 60. E’ così che ritornano alla luce 70 varietà vegetali, tra cui cereali, piante tessili, alberi da frutto, ortaggi e piante officinali.

Alcune sono state ripiantate allo scopo della diffusione dei semi e per le attività didattiche. Altre invece per il sostentamento economico della cooperativa. Ci si fida degli anziani e si punta alle piante spontanee e alla resina di larice, che si recupera dagli alberi degli alti alpeggi, i cui tronchi forati donano questa sostanza ricca di proprietà. Serve per estrarre le spine che si conficcano sotto pelle, a curare ferite e anche a fare cataplasmi in casi di bronchiti. L’altro prodotto su cui ha puntato questa azienda è l’oleolito di Iperico, estratto appunto dalla pianta di Iperico e che serve a curare ustioni sia solari che domestiche o anche per sanare piaghe da decubito o ferite che stentano a rimarginarsi.

E’ una pianta che cresce spontanea in questi territori, che Terre Altre ha messo in coltura per aumentare la produzione. La vendita dei prodotti avviene direttamente in azienda, dove soprattutto i turisti di queste Valli si precipitano per acquistare le primizie della terra. Conoscono lo scopo sociale e solidale di questa iniziativa e lo amano fino al punto di fare delle file ai cancelli dell’orto o al banco della vendita. Ma qui la missione etica dell’agricoltura, sembra non avere confini: si organizzano attività culturali per adulti e bambini, corsi di riconoscimento di piante spontanee, preparazioni di oleoliti e preparati fitoterapici da fare in casa per non perdere la tradizione e recuperare l’agro-biodiversità.

L'olio di Iperico viene realizzato con l'iperico perforato. I fiori vengono raccolti nel periodi di fioritura ed essiccati, poi vengono messi a macerare in olio di vinaccioli, o in olio di oliva e olio di semi di girasoli, quindi viene tutto filtrato e imbottigliato. La resina di larice, il cosiddetto Largà invece, si va a raccogliere nei lariceti della Val di Fiemme, in maniera regolamentata. Poi si combina un terzo di resina, con un terzo di cera d'api, un terzo di oleolito di calendola, e si ottiene l’unguento. Terre Altre ha recuperato due cereali recuperati dalla banca del seme, l'orzo Capriana e grano Val di Fiemme, mentre come piante tessili recuperate ci sono il lino e la canapa.

Per gli alberi da frutto, con gli anziani non è stato possibile giungere ai nomi delle vecchie colture e quindi, attraverso le piante antiche individuate, i frutti sono stati portati all'esperto classificatore. Poi in un vivaio specializzato di antiche coltivar, sono state acquistate queste varietà di mele, di pere , ciliegie, prugne e susine antiche.

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