Aceto dal cachi e dal melograno, nuove avventure per il palato

Il mix di sapori etnici e italiani rilanciano la cucina e un’antica coltura a rischio d’estinzione

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Ecco il primo aceto di cachi in Europa. Primo non soltanto perché occorre andare in Oriente per trovarne altri, ma soprattutto perché che sia quello di cachi, o di melagrana, che sia di kiwi o di aronia. Ecco i 4 frutti che in "Saporea" vengono messi a fermentare e sono tutti ottenuti da processi naturali.

Mirco, il papà di Eleonora, ha messo l’esperienza e i suoi viaggi in Oriente, dove ha scoperto un uso differente degli aceti, in particolar modo come integratori alimentari e utilizzati soprattutto dagli sportivi, ed Eleonora invece ha messo la sua intuizione, la freschezza nell'ideare un prodotto adatto ai giovani come alle famiglie, e la ricerca.

È grazie alla ricerca che è stata attivata una collaborazione con l’università di Modena, valsa a perfezionare i processi di lavorazione e a ottenere un aceto davvero unico, anche nel sapore. È in grado infatti di arricchire i piatti, restituendo un sapore completo, adattabile a diverse tipologie di cucina e di palati, soprattutto quelli più ricercati ed esigenti.

Eccolo il prodotto che ha recuperato un’antica tradizione di produzioni naturali e salutistiche, e anche un’antica coltura a rischio di estinzione. Da queste parti infatti il cachi è presente in maniera significativa: in ogni terreno ci sono alberi di questo frutto, ma sia le sue caratteristiche estetiche che legate alla precoce maturazione, lo rendono poco adatto al commercio e quindi poco richiesto dal mercato. Oggi è rivalutato e nuovi alberelli nascono nei giardini di Eleonora.

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