Oscar Green 2015: i finalisti della categoria Fare Rete

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La categoria Fare Rete prende in considerazione i modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e non, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale.

  • Borgo Brufa Spa Resort di Gabriele Biscontini – Umbria
    Il primo agriwelness d’Italia, l’unico al mondo perchè ha formulato una proposta agli agricoltori del territorio, che hanno detto e hanno scommesso portando i propri prodotti all’interno della SPA, e realizzando l’isola della bottega italiana, per una opzione di relazione tra i prodotti del territorio, la loro manualità e gli ospiti dell’agriwelness. Sarà complicato replicarlo, come accade con un’opera d’arte. Parliamo di Umbria innanzitutto e poi di bellezza e bontà. Che, se separati tra loro, non danno quello che restituisce Agriwelness Brufa SPA. Qui ci si viene per un’esperienza, non soltanto per farsi coccolare da un centro benessere. E si sposa una filosofia, oltre che un territorio, una storia e una cultura.
  • Cellini Cashmere, di Gianluca Cellini – Imola, Emilia Romagna
    Della preziosa fibra non si butta via niente, e le capre le alleviamo noi. “Chi compra il cashmere compra un sogno”, dice Gianluca , il giovane imprenditore agricolo che, insieme alla moglie, non soltanto ha voluto produrre cashmere Made in Italy, ma vuole prendere possesso dell’intera filiera per renderla tutta italiana.
  • Le Lacrime di Bacco di Giuseppe Caradonna – Sicilia
    Quando il gusto è sopraffino scorrono Lacrime di Bacco. C’è storia in azienda e sapienza tra i vitigni del noto marchio Caradonna. E c’è il tepore di Sicilia tra le colline di Salemi e di Mazara del Vallo. Viene da perdere l’orientamento tra i 75 ettari coltivati a viti e tra i profumi e i colori dei grappoli di Nero d’Avola e del Catarratto, del Grillo  e del Cabernet, della Malvasia e del Merlot, o ancora dello Chardonnay, del Grecanico e dell’Inzolia. E’ il Cabernet vendemmia tardiva che, dopo la raccolta dei grappoli, il riposo nei cesti, l’appassimento dei chicchi, dopo una pressatura soffice e accurata vinificazione, diventa una gelatina straordinaria, preziosa quanto l’oro. Già l’oro a nobilitare il barattolo combinandosi con l’antico frutto degli dei. In polvere, nei suoi 23 carati, si tuffa nella gelatina e impreziosisce i piatti, al fianco dei più prestigiosi formaggi e delle più rinomate carni.
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