Oscar Green 2015: i finalisti della categoria Impresa 2.Terra

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Il successo imprenditoriale è il risultato del connubio tra creatività, originalità e grande abilità progettuale, con occhio di riguardo all’innovazione e alle nuove tecnologie.
Impresa 2.Terra è la categoria dedicata alle giovani aziende agroalimentari, che hanno creato una cultura d’impresa esemplare.

  • Azienda agricola di Sergio Carosella – Abruzzo
    Una stalla Hi-Tech e la vita del maiale è tutta nella rete: ecco a voi l’inventore di allevaunmaiale.it. Se la sensazione di ordine va al di là di ogni aspettativa, fino ad apparire maniacale, se tutt’intorno ci sono webcam, rete wireless, apparecchiature di automazione a risparmio energetico, allora, dici, mi trovo in un bel salotto. Eh no, in realtà sei in una stalla. Di maiali. Quelli di Sergio Carosella, a Manoppello dove trovi i maiali più coccolati al mondo, in una stalla Hi-Tech.
  • Masseria Picone – Allevamento di Lumache – Castel Campagnano
    Quando la giovane intuizione di un agricoltore, incontra la creatività di uno chef, la lumaca diventa un gustoso liquore. Le storie di Giovanni e dello chef Armando si sono incrociate nel gusto dolce di un liquore. Lui, Giovanni, giovane agricoltore dà una svolta alla tradizione agricola di generazioni e converte i terreni in un allevamento di pregiate lumache, ideando una razza autoctona. Armando diventa chef per un patto di pace in un territorio nel quale è difficile dire di no. Il liquore, dopo i sughi, i formaggi, i sottoli e i cosmetici di lumaca, è l’ultima frontiera dell’impresa.  La ricetta è quella della nonna, naturale, senza aggiunta di conservanti e fatta in casa. Il gusto? Di quelli che catturano. Persistono al palato, con  i tempi lenti della lumaca. In bocca è un esplosione di dolcezza e natura.
  • Società Pesciatina d’ Orticoltura (SPO) di Pietro Barachini – Pistoia, Toscana
    La Spo, che produce piante d’olivo di oltre 30 cultivar, ha ideato l’app iOlive, un software che permetterà ad italiani e stranieri di riconoscere il vero Evo, attraverso strumenti di tracciabilità lungo tutta la filiera. Pietro, della pianta d’olivo conosce vita, storia e anche i miracoli. Dario invece i miracoli li fa con le invenzioni e la tecnologia. Se è vero che Dio li fa e poi li accoppia, ecco come si garantisce futuro a una azienda e a una tradizione. Tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall’olivo madre, all’ultimo olio che quel ramoscello – diventato pianta – produrrà, Spo lo certifica in una banca dati, che finisce nelle disponibilità  di tutti gli appartenenti al circuito dell’extravergine toscano e nelle etichette dei suoi clienti, attraverso codici ‘Qr’.
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